eravamo da soli e poi no
con i pacchi di libri e i vestiti
da spostare di fianco alla vita
per far spazio agli sguardi
e spingere indietro e in avanti
la poltrona dagli alti braccioli
fino ad allora silenzi
e poi di nuovo altra gente
chi aspetta e chi sa
chi immagina e spera
qualcosa di noi che non c'è
ancora
eravamo a portata di mano
ed infatti un invito arrivava
dal fondo di un gruppo di voci
- ma cosa aspettate? - diceva
e allora io mollo il mio peso
il tavolo-ostacolo aggiro correndo
ti stringo ed è un bacio
ti sento provarci ma poi ti ritrai
- non è che mi piaccia poi tanto
io voglio restar senza fiato -
è una prova anche mia pur debole
ancora
e siamo soli di nuovo
sulla poltrona di sbieco
i tuoi occhi più seri mi scrutano
sei sopra di me e già lontana
- non voglio la panna sul cioccolato -
mi avverti e ti credo sincera
- voglio il sale e il sudore - mi dici
io porto una mano sul viso
a coprire le rughe e le lacrime
- grazie lo stesso e di tutto -
un sogno è durata ed è vita
di nuovo
..quel non guardarsi mai
per non ferirsi ancora..
negli specchi infranti
della memoria bambina
torna un gioco d'ali
sottile
come di seta un fruscio
di cristalline note
d'arpa
illanguidisce un sospiro
mentre nella sera
una preghiera avvizzisce
e plana al suolo
nel nulla scompare
torneremo a fiorire?
forse.