"Conchiglia, da dove viene il tuo prezioso contenuto? Dal silenzio!" [Sa'di]
Davanti
Un aereo
Solca
L'aria
Scompare
Seduto
Contemplo
La vita
Parole
Insignificanti
Sospiro
Parole
Ho parole addormentate
sulle labbra e in
silenzio bramo la mano
di colui che in un sol
gesto può destare
lingua e cuore.
Nella quiete apparente
e paziente, respiro
la paura del vuoto
che lacera e grida.
Trovato nella posta elettronica:
Il Tribunale supremo della Nigeria ha ratificato la condanna a morte per lapidazione di AMINA; ha solamente posticipato l'esecuzione di due mesi per permetterle di allattare il suo bambino.
Trascorso questo termine la sotterreranno fino al collo e l'ammazzeranno a sassate, a meno che una valanga di dissensi non riesca a dissuadere le Autorità Nigeriane.
Amnesty International chiede il tuo appoggio tramite la tua firma nelle sue pagine web.
Mediante una campagna di firme come questa si salvò in passato un'altra donna, Safiya, nella stessa situazione. Sembra che per AMINA abbiano ricevuto pochissime firme.
Contatta subito:
http://www.amnistiapornigeria.org/
oppure: WWW.amnistiaporsafiya.org e firma per AMINA
Non pensare che non serva a niente: all'altra donna salvò la vita.
Fai circolare questo messaggio fra le persone che sai sensibili a questa orribile minaccia di morte.
Fallo subito, io l'ho già fatto.

La tua bellezza darà un senso sconosciuto alle mie emozioni. Dal tuo seno prenderò la linfa che nutrirà la mia anima. Dall' acqua che si muove in te trarrò la mia forza.
Dentro te, io riuscirò ad assumere la mia forma.
Insieme
Usciamo
In una nuova vita
Da nuove avventure
Da un nuovo amore
Da te
Dai tuoi baci
Dalle tue carezze
Dalle tue mani
Io voglio rinascere

Gli sportelli erano stati chiusi subito, ma il treno non si mosse che a sera. Avevamo appreso con sollievo la nostra destinazione. Auschwitz: un nome privo di significato, allora e per noi; ma doveva pur corrispondere a un luogo di questa terra.
Il treno viaggiava lentamente, con lunghe soste snervanti. Dalla feritoia, vedemmo sfilare le alte rupi pallide della Val d'Adige, gli ultimi nomi di città italiane. Passammo il Brennero alle dodici del secondo giorno, e tutti si alzarono in piedi, ma nessuno disse parola.
[...]
... e mi guardai intorno, e pensai quanti, fra quella povera polvere umana, sarebbero stati toccati dal destino.
Fra le quarantacinque persone del mio vagone, quattro soltanto hanno rivisto le loro case; e fu di gran lunga il vagone più fortunato.
[...]
Venne a un tratto lo scioglimento. La portiera fu aperta con fragore, il buio echeggiò di ordini stranieri, e di quei barbarici latrati dei tedeschi quando comandano, che sembrano dar vento a una rabbia di secoli.
[...]
In meno di dieci minuti tutti noi uomini validi fummo radunati in un gruppo. Quello che accadde degli altri, delle donne, dei bambini, dei vecchi, noi non potemmo stabilire allora nè dopo: la notte li inghittì, puramente e sempicemente.
[...]
... sappiamo che nei campi rispettivamente di Buna-Monowitz e Birkenau, non entrarono, del nostro convoglio, che novantasei uomini e ventinove donne, e che di tutti gli altri, in numero di più di cinquecento, non uno era vivo due giorni più tardi.
[...]
Emersero invece nella luce dei fanali due drappelli di strani individui. Camminavano inquadrati, per tre, con un curioso passo impacciato, il capo spenzolato in avanti e le braccia rigide. In capo avevano un buffo berrettino, ed erano vestiti di una lunga palandrana a righe, che anche di notte e di lontano si indovinava sudicia e stracciata.
[...]
Noi ci guardavamo senza parola. Tutto era incomprensibile e folle, ma una cosa avevamo capito. Questa era la metamorfosi che ci attendeva. Domani anche noi saremmo diventati così.
[...]
Poi l'autocarro si è fermato, e si è vista una grande porta, e sopra una scritta vivamente illuminata (il suo ricordo ancora mi percuote nei sogni): ARBEIT MACHT FREI, il lavoro rende liberi.
[...]
Questo è l'inferno. Oggi ai nostri giorni, l'inferno deve essere così, una camera grande e vuota, e noi stanchi stare in piedi, e c'è un rubinetto che gocciola e l'acqua non si può bere, e noi aspettiamo qualcosa di certamente terribile e non succede niente e continua a non succedere niente. Come pensare? Non si può più pensare, è come essere già morti.
[...]
Entrano con violenza quattro con rasoi, pennelli e tosatrici, hanno pantaloni e giacche a righe, un numero cucito sul petto; forse sono della specie di quegli altri di stasera( stasera o ieri sera?)
[...]
Riceveremo scarpe e vestiti, no, non i nostri; ora siamo nudi perchè aspettiamo la doccia e la disinfezione, le quali avranno lugo subito dopo la sveglia, perchè in campo non si entra se non si è fatta la disinfezione.
[...]
Alla campana, si è sentito il campo buio ridestarsi. Improvvisamente l'acqua è scaturita bollente dalle docce, cinque minuti di beatitudine; ma subito dopo irrompono quattro (forse sono i barbieri) che, bagnati e fumanti, ci cacciano con urla e spintoni nella camera accanto, che è gelida; qui altra gente ci butta addosso non so che stracci, e ci schiaccia in mano un paio di scarpacce a suola di legno, non abbiamo tempo di comprendere e già ci troviamo all'aperto, sulla neve azzurra e gelida dell'alba, e scalzi e nudi, con tutto il corredo in mano...
[...]
Quando abbiamo finito, ciascuno è rimasto nel suo angolo, e non abbiamo osato levare lo sguardo l'uno sull'altro. Non c'è ove specchiarsi, ma il nostro aspetto ci sta dinanzi, riflesso in cento visi lividi, in cento pupazzi miserabili e sordidi. Eccoci trasformati nei fantasmi intravisti ieri sera.
[...]
In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c'è, e non è pensabile.
[...]
Noi sappiamo che che in questo difficilmente saremo compresi, ed è un bene che così sia.
[...]
Si immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengano tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede: sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e discernimento, poichè accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso; tale quindi, che si potrà a cuor leggero decidere della sua vita o morte al di fuori di ogni senso di affinità umana: nel caso più fortunato, in base a un puro giudizio di utilità. Si comprenderà allora il duplice significato del termine "Campo di annientamento", e sarà chiaro che cosa intendiamo esprimere con questa frase: giacere sul fondo.
...ho imparato che io sono un Haftling. Il mio nome è 174 517.
(Primo levi - Se questo è un uomo - Einaudi, Torino, 1989)
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Per continuare a percorrere il sentiero della memoria:
Dolittle Stufa TheGatta Troppoditutto Stepa Barone Menelao Etty Alp Pattinando Onelonleyknight Virgo960 Colfavoredellenebbie Fiorile Bassista Momi 319
Caprettetibetane Cicabu Carnesalli Harmonia Lam Skipper Ariachiara LaSirenetta Cigale Spuma Aizarg Doug Joy_lb Kusanagi Speedo Usermax Bestio Floreana
Charlaile Florit Monicaccianotti MyPam Cuore di tenebra Vera Stazioncina P.S.V. Fabas SthenDeedax Sahishin Terra e Miraggi Chatterbox Brainstorm NicDwaRazy Zaritmac
IO NON DIMENTICO

Non dimenticare.
Perché non è così che si sana la ferita, non così la Vita rimargina il dolore per
l’immonda creazione di Morte che furono i Campi di Concentramento.
Il Ricordo è un’arma potente da tenere lucente e affilata, una lama che squarcia
qualunque vigliacco o incosciente tentativo di manipolazione o mistificazione della Storia.
La Conoscenza di quella realtà è una crescita evolutiva per le nostre coscienze,
la base per comprendere cosa l’uomo può fare e la misura del percorso evolutivo ancora da compiere.
Tutti siamo tentati di rispondere ad un bimbo che ci chiede se i mostri esistono, che sono solo frutto
della nostra fantasia, della paura;
Ma tutti coloro che hanno a cuore un bimbo, non lo lascerebbero mai indifeso e ignaro a percorrere
le strade della Vita.
Noi siamo responsabili in quanto appartenenti alla stessa specie, di quello che l’Umanità compie,
ed il Monito che la Storia ci offre è prezioso e restituisce ed amplifica il giusto tributo d’onore e rispetto
ai Martiri di quel epoca, fino a giungere purtroppo a quelli di oggi.
Se avesse Voce il Ricordo per me sarebbe l’urlo delle madri a cui strappavano via i figli;
Se avesse Colore quel Ricordo sarebbe il grigio del cemento delle canne fumarie svettanti nei Lager
Se avesse Odore.. sarebbe quello che la Morte ha nei mattatoi a cielo aperto
Se avesse Tatto sarebbero le scanalature lasciate dalle unghie nelle docce a gas di Auschwitz ..
Perché resti solo un Ricordo
Non devi scordarlo Mai
Non sia Mai più Quello che è stato
E che sia Legge Uguale per Tutti
Senza distinzioni di Razza, Sesso, Età
È la Nostra Memoria
La Nostra Storia
La Nostra Vita
IO NON DIMENTICO 