
Sorrido alla vita con cautela...
Mi prometto di guardare con attenzione alla mia insoddisfazione di viverla.
L ho sempre apprezzata poco in questi ultimi anni...sentendomi solo in colpa per chi lotta per poterla vivere.
Devo imparare ad amarla.
Anzi,devo abituarmi a conviverci.
In questi questi giorni ho vissuto con freddezza e impassibilità,quasi a volerla sfidare.
Dentro di me ho provato gelo.
Non mi riconosco.
Io,tenera e dolcissima ele!
Non so più chi sono e combatto contro me stessa.
Rivoglio il mio essere,quello che ha fatto parte per sempre di me.
Rivoglio il calore della mia anima,sentirmi leggera e volare nei colori intensi della vita.
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buona domenica
Gabbiani Non so dove i gabbiani abbiano il nido, |
Les sanglots longs des violons de l'automne,
blessent mon coeur d'une langueur monotone.
Paul Verlaine
Scontro di... desideri?
Un sogno che si è ripetuto tante volte negli ultimi tempi. Sarà la violenza delle immagini televisive, sarà che sono solo un po' ansiosa, ma spesso ho sognato di assistere ad un terribile e rovinoso scontro fra aerei. Erano una sorta di frecce tricolori, piccoli aerei monoposto, che compivano acrobazie nell'aria mentre io stavo a guardarli preoccupata. E sul più bello, dopo una serie di manovre azzardate, che già mi facevano sudare... zac! si scontravano e cadevano in pezzi bruciando... Io, terrorizzata, pensavo solo ai piloti morti per un gioco troppo rischioso...
Quel che mi meraviglia è che anche altre volte ho sognato di aerei che si schiantavano contro case, ma io, pur provando un'ovvia sensazione terrore, ero sempre al sicuro, assistevo da lontano all'orrore. Forse, se fossi stata coinvolta nel disastro la paura sarebbe stata troppo grande, non l'avrei tollerata.
Ma un po' di giorni fa, l'ultima volta che ho fatto questo sogno, all'alba, ho deciso di interrogarmi e di non alzarmi dal letto finché non avessi capito il significato di quelle immagini ricorrenti.
E ho pensato che forse non stavo sognando di un disastro esterno a me, ma stavo assistendo immobile ad uno scontro tra sentimenti interni, che mi dilaniavano e mi facevano sentire in conflitto. Da una parte la voglia di essere una persona sempre disponibile e sorridente, un punto d'appoggio per gli altri, dall'altra la innata tendenza alla solitudine e, perché non ammetterlo? all'egoismo! Ho capito che forse in questo periodo rivoluzionario per la mia vita, avevo più bisogno di coltivare i miei spazi, sia rispetto agli amici che nel rapporto di coppia, e non dovevo sentirmi in colpa per questo, altrimenti quello scontro si sarebbe ripetuto all'infinito.
Non so se la mia interpretazione era giusta; fatto sta che da quando ci ho pensato, il sogno non si è ripresentato più.
Chi sa se qualcuno sa suggerirmi qualcosa a proposito di questo strano sogno, che spero di non fare più perché è veramente angosciante. Io sono contenta di aver capito, grazie ad esso, qualcosa in più di me stessa.
Puntino e Quadrato
Qui immobile, invaso da un pensiero. Guardo lontano il cielo dell’alba, cielo immenso, mi ricopre tutto. Ripeto in mente quei vecchi versi, scritti nel ’94; mi sento sopraffatto da un peso, un peso enorme e completo, un quadrato che mi avvolge, e poi fisso un punto lì, all’orizzonte, fra il cielo e i campi coltivati, e focalizzo questo quadrato: è solo un puntino, un atomo densissimo che, in realtà, non si trova fuori (e sopra) di me, ma dentro, dentro il mio pensiero.
Ripasso nella mente quelle parole, scritte nel ’94, le assaporo, le gusto, e ad ogni nuova sillaba quel puntino diventa enorme quadrato e poi ritorna puntino, così, ad ogni sillaba. Ripenso al cielo; affogato immobile, e aperto ad un grande respiro. Terminano le parole di quella poesia, e nella mia mente perdo quel puntino e quel quadrato. La bocca si sazia.
Mi accorgo di essere soltanto assonnato, qui in treno, alle sette del mattino, e di essere uno dei tanti folli, che come formichine rincorrono i loro luoghi stabiliti. Vicino. Lontano. Ma si va pur sempre da qualche parte. Un giorno non cambi niente, un altro cambi parte della tua vita. Ma questo non puoi saperlo in anticipo.
Perdo quel puntino e quel quadrato. Chiudo gli occhi, e dopo qualche secondo inizio a scrivere questa pagina. Il circolo si chiude e inizia a girare… scrivere e pensare…
(inverno 2000)